maggio 10, 2018 Moltivolti

#Moltestorie: Alessio, disciplina e simpatia da

  Bagheria a Ballarò

Mi chiamo Alessio Giammarresi e a Moltivolti lavoro in sala.

Sono nato e cresciuto a Bagheria e lì continuo a vivere, facendo ogni giorno il pendolare con il treno. Ho iniziato a lavorare a Moltivolti tre anni e mezzo fa, poco dopo l’apertura; nasco come cameriere di sala, ho studiato per quattro anni alla scuola alberghiera di Cefalù e per due anni a Palermo, iniziando immediatamente a fare le stagioni in alberghi e ristoranti sia durante la scuola che dopo il diploma. Sin da subito ho viaggiato molto, nella convinzione che non si potesse fare il mio lavoro qui in Sicilia perchè svalutato, dovendo poi ricredermi col tempo (per fortuna!). L’esperienza in Germania mi è servita da “servizio militare”, lì ho imparato soprattutto cosa volesse dire la disciplina e lavorando in un ristorante italiano vicino Francoforte ho imparato le basi del tedesco in un’attività in cui il livello del servizio era molto alto. Finita quest’esperienza è cresciuta tanto la nostalgia di casa, e così ho deciso di fare i bagagli e tornare a casa, a Bagheria; non trovando purtroppo lavoro mi sono visto costretto ancora una volta a ripartire, stavolta per Santa Maria di Sala, vicino Venezia, appoggiandomi da amici mentre cercavo un’occupazione, non avendo nulla da perdere. Ho fatto la stagione a Jesolo, poi in inverno un ristorante nel veneziano e a un certo punto, anche lì, il lavoro ha iniziato a scarseggiare a causa dell’inizio della crisi e, soprattutto, e ricominciata la nostalgia. Così ho continuato il mio girovagare tra nord e sud prima lavorando a Casteldaccia, vicino casa, ma sempre in un contesto stagionale malpagato, e poi ancora una volta su, a Grosseto, in un grande villaggio turistico, e anche se le condizioni non era facili, lì ho conosciuto una ragazza piemontese ed è iniziata una storia che mi ha portato a vivere a Torino per due anni.

Finito sia il lavoro che l’amore, sono tornato in Sicilia più sconfortato che mai e ho deciso di cambiare settore, arrangiandomi e lavorando in un call-center, anche se nella testa c’era sempre la speranza e la convinzione che il mio posto fosse qui nelle mia terra e che solo qui potevo fare qualcosa di buono. Era l’estate del 2014 quando la mia strada si è incrociata con quella di Moltivolti, ritrovandomi in un mondo che non conoscevo; venendo dalle dinamiche di un paese di provincia con molti pregiudizi, anch’io ne avevo molti, soprattutto su Ballarò, ritrovandomi nell’ambito di un lavoro più vicino a quello che volevo fare nella vita ma lontano dalle mie esperienze precedenti. Non è un semplice ristorante, un bar o un pub, ma costituisce una categoria a sé che mi ha obbligato a rimettere in discussione i miei canoni e le mie abitudini. Qui ho portato la mia professionalità, la mia esperienza e un po’ di disciplina, che serve in qualunque locale, soprattutto in uno atipico come questo. Il mio sogno è avere un mio locale, un mio ristorante di cui gestire ogni aspetto, so che non è facile perchè servono dedizione e soprattutto soldi, però mi piace l’idea di poter applicare le mie idee a tutto tondo.

Sognare non costa nulla, e intanto mi piace molto il mio lavoro a Moltivolti, mangiando spesso qui ho potuto provare molti dei piatti della nostra cucina e sono rimasto molto colpito dal mafè, in generale ho scoperto una gamma di sapori e di ricette che non conoscevo completamente e che ha arricchito il mio bagaglio di esperienza. Mi piacerebbe poter insegnare questo mestiere a persone che non hanno avuto la possibilità di fare i miei studi o di viaggiare e accumulare esperienza, come ad esempio molti ragazzi migranti che frequentano il quartiere e il locale, cercando di ridare valore ad un mestiere che spesso viene sottovalutato. E’ quello che cerco di fare giorno dopo giorno qui. Mi piace l’idea che un giorno qualcuno possa trovare lavoro in questo settore e costruirsi una carriera grazie ai miei consigli.